Pharmacological Mechanisms Underlying Oxygen-Ozone Therapy for Herniated Disc
Basi farmacologiche dell’azione dell’Ossigeno-Ozonoterapia nell’ernia discale
L. Simonetti, L. Raffi, P. Cenni, R. Agati, M. Leonardi

Summary - In the light of our present knowledge, pain caused by nerve root compression should be deemed a symptom of multifactorial origin in which the neural and perineural inflammatory reaction and its biohumoral mediators play a major role, flanked by venous stasis due to mass effect on the perineural circulation. Nerve compression appears to play an adjuvant role by generating nerve conduction abnormalities due to fibre demyelination with a direct or indirect anoxic-ischaemic mechanism. As pain is multifactorial, ozone may also have a multifactorial pharmacological effect alleviating disc compression by shrinkage and triggering pro-fibrosing mechanisms in the herniated disc thereby counteracting the inflammatory cascade of biohumoral and cell-mediated components and improving the hypoxic status linked to arterial compression and venous stasis. Lastly, ozone may have a reflex therapy effect (“chemical acupuncture”) breaking the chain of chronic pain stimulating anti-nociceptor analgesic mechanisms.
Riassunto - In base alle nostre attuali conoscenze, il dolore radicolare secondario al conflitto disco-radicolare va considerato un sintomo a genesi multifattoriale in cui la reazione infiammatoria neurale e perineurale gioca un ruolo importante, insieme alla stasi venosa dovuta all’effetto compressivo dell’ernia sul circolo periradicolare. La compressione radicolare ha un importante ruolo adiuvante in quanto genera anomalie di conduzione nervosa secondaria alla demielinizzazione diretta o su base iposso-ischemica. Se il sintomo dolore è multifattoriale, anche l’azione farmacologica dell’ozono presenta la potenzialità di agire in maniera multifattoriale, potendo sia agire sulla compressione discale attraverso la disidratazione e l’innesco di meccanismi pro-fibrotizzanti dell’ernia discale, sia contrastando la cascata infiammatoria nelle componenti bioumorale e cellulo-mediata; esso, inoltre, migliora la situazione ipossica legata sia alla compressione arteriosa sia, soprattutto, alla stasi venosa. Non va dimenticata, infine,l’azione reflessoterapica (“agopuntura chimica”) capace di interrompere la catena del dolore cronico attraverso lo stimolo di meccanismi antalgici di tipo antinocicettivo.

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